Lettera a tutti i Comuni della Provincia di Lecco
Oggetto: raccomandazione per la stesura dei PGT
Come coordinamento provinciale dei Circoli Legambiente, manifestiamo l'interesse a seguire le fasi per la stesura dei Piani di Governo del Territorio e a dare il nostro contributo perché le Amministrazioni e i cittadini colgano questa come un'occasione importante per disegnare il futuro del proprio territorio partendo da una analisi della sua storia recente e delle sue potenzialità.
Invitiamo i Comuni a mettere in atto tutte le azioni necessarie perché la predisposizione dei PGT sia effettivamente un processo condiviso e partecipato che non si non limiti allo stretto obbligo di pubblicare l'avvio del procedimento, stabilendo il termine entro il quale presentare "proposte e suggerimenti", ma che interpreti lo spirito della legge espresso in conclusione del comma 2 dell'art.13 della legge regionale 12/05 "Legge di Governo del territorio" dove viene stabilito che " il Comune può altresì determinare altre forme di pubblicità e partecipazione".
Ciò vuol dire che, sia nella fase prima dell'affidamento dell'incarico agli estensori del piano, sia in quella che intercorre tra affidamento dell'incarico e adozione degli atti del PGT, il Comune può utilizzare "utili strumenti" (oltre la richiesta di suggerimenti) per agevolare il coinvolgimento dei cittadini.
A titolo esemplificativo, il Comune può organizzare un "Programma operativo della partecipazione" proponendo incontri anche con l'aiuto di esperti in cui vengono presentati alcuni dati riferiti al territorio comunale (anagrafici, relativi ai servizi, alle infrastrutture, ai trasporti, all'edilizia residenziale…) e/o in cui venga presentato un primo documento sulle previsioni di sviluppo del comune redatto dall'Amministrazione, su cui sia possibile discutere e avanzare proposte di integrazione/miglioramento. Questi incontri dovrebbero essere adeguatamente pubblicizzati e organizzati in modo tale che agli stessi possa intervenire il maggior numero di persone e che tale partecipazione possa essere realmente "attiva".
La cura dell'informazione puntuale e capillare e lo sviluppo di un articolato processo di partecipazione dimostrano che un'amministrazione sta facendo un buon lavoro nella realizzazione del PGT.
Purtroppo da una prima rapida e incompleta indagine, ci risulta che ciò non sta avvenendo come ci si aspetterebbe.
Nella prima fase di comunicazione ai cittadini, se qualche Comune si è distinto per diligenza, con la diffusione di manifesti e volantini anche casa per casa, altri invece sono stati sbrigativi e poco precisi.
Lo stesso dato negativo appare anche da un rapido esame dei siti Internet dei Comuni del Lario orientale: su 16 siti, 11 non contengono alcuna informazione in proposito, 5 offrono qualche scarsa informazione, di cui 3 raggiungibili attraverso un percorso complesso, e 2 attraverso un collegamento a partire dalla homepage.
Perciò sollecitiamo le amministrazioni a recuperare questo aspetto e a non far scadere la stesura del PGT ad una pratica burocratica o ad un mero atto tecnico compiuto dai professionisti a cui viene commissionato, o peggio, ad una brutta copia del vecchio Piano regolatore che, se sottratta al controllo, discussione e partecipazione, rischia di ridursi a strumento per uso privatistico o speculativo del territorio.
Richiamiamo l'attenzione sulla necessità che la valutazione ambientale strategica sia effettivamente un controllo delle scelte di piano a monte e non a valle del processo. Per fare questo la VAS deve essere sviluppata da tecnici diversi da quelli che firmano il piano, non solo formalmente, e con un buon grado di autonomia rispetto agli amministratori. Devono essere chiare le correzioni al piano prese in seguito alla VAS.
Lamentiamo il fatto di non essere stati informati da tutti i Comuni e in qualche caso nonostante avessimo manifestato il nostro interesse per iscritto.
Tutti i portatori di interesse diffuso devono poter prendere parte alle discussioni rispetto allo sviluppo del piano e devono essere tempestivamente informati rispetto ai vari passaggi. Questo permette anche di non ritrovarsi numerose osservazioni a piano adottato.
Ci aspettiamo che i nuovi PGT indichino con chiarezza (anche in termini non tecnici ma divulgativi) le scelte strategiche che intendono sviluppare. La pianificazione del territorio deve passare attraverso l'individuazione di un obiettivo o di una serie di obiettivi a breve-medio-lungo termine, l'enunciazione di una serie di azioni per un'idea di città, paese, territorio.
Chiediamo che la riduzione del dilagante consumo di suolo sia assunta come linea guida e primo obiettivo del Pgt e che questa azione venga esplicitata attraverso: analisi del consumo di suolo alle diverse soglie storiche nel territorio, individuazione di eventuali aree di nuova edificazione (che devono essere ben motivate da esigenze non altrimenti soddisfacibili ed avere determinate caratteristiche: zone dimesse, lotti di completamento…), individuazione zone di non-edificailità (non soltanto sulla base dei vincoli superiori esistenti ma anche della tutela di aree libere, agricole o no, con o senza alto valore paesistico), enunciazione di un limite massimo di consumo di suolo in un arco temporale futuro calcolato sulla base degli andamenti demografici e dell'analisi dei vani sfitti. Dire quanto si intende incrementare e dove.
I Regolamenti edilizi devono contenere tutte le più restrittive e cogenti norme in termini di risparmio energetico e applicazione delle fonti rinnovabili e per forme, colori, materiali che rispettino le architetture storico-funzionali dei luoghi o perlomeno dialoghino con esse.
E' necessario innescare un processo virtuoso dove gli oneri derivanti da nuove-e ritenute necessarie- edificazioni siano in parte consistente (individuare una percentuale esatta e verificabile) destinate a riqualificazione naturalistica di aree precise, alla manutenzione dei sentieri, ad azioni a tutela dell'agricoltura in particolare quella di valore paesistico-ambientale, investimenti sulla mobilità pubblica.
Abbiamo preso parte attiva al processo partecipato di adeguamento del PTCP alla legge regionale n.12/05 e sollecitiamo i Comuni a fare del PGT occasione di approfondimento del Piano provinciale e soprattutto degli aspetti legati alla biodiversità, ai corridoi ecologici, ai parchi, ai piani di valorizzazione ambientale.
Invitiamo le amministrazioni a valutare con attenzione la possibilità di piani coordinati,la collaborazione tra diversi enti è condizione prima e inderogabile per una pianificazione attenta e sostenibile.
Lettera ai Comuni della Sponda Orientale del Lario:
Abbadia Lariana, Mandello del Lario, Lierna, Esino Lario, Varenna, Perledo, Bellano, Dervio, Vestreno, Sueglio, Introzzo, Tremenico, Dorio, Colico.
Alle note di carattere generale che valgono per tutti i Comuni della Provincia, aggiungiamo alcune raccomandazioni particolari per i Comuni della Sponda Orientale del Lario dove è in atto da qualche anno una trasformazione del Territorio governata soprattutto dalla rendita speculativa a vantaggio di pochi e a danno della principale risorsa, il paesaggio lago-monti.
Partiamo da una rapida analisi della situazione.
La chiusura o riduzione delle manifatture e delle attività artigianali rende necessario pensare ad altre forme di occupazione.
L'abbandono della tradizionale attività agricola e pastorale ha comportato il venir meno del presidio del territorio, il conseguente degrado del paesaggio e la maggior esposizione al rischio idrogeologico.
Vi è stato un rapido e disordinato incremento dell'attività edilizia, con grave consumo di suolo pregiato, prevalentemente destinata a seconde case, mentre gli alberghi sono diminuiti e, malgrado siano sorti spontaneamente alcuni B&B, sono ancora insufficienti le strutture ricettive per un turismo non invasivo.
Assistiamo progressivamente all'abbattimento o stravolgimento dell'edilizia rurale.
Rileviamo un impoverimento della mobilità pubblica (stazioni ferroviarie abbandonate e riduzione della navigazione del lago), spinte a realizzare strade prevalentemente in funzione di valorizzazione immobiliare (tipo la Biosio-Perledo alla quale, per fortuna, alcune Istituzioni hanno posto un freno), richieste e realizzazioni incompiute di nuovi svincoli sulla superstrada.
Quasi niente piste ciclabili. La ciclovia del lago (percorso n°8) coincide con la strada provinciale ed è solo un percorso segnalato.
Troppo poco sulla riattivazione, manutenzione, segnalazione e promozione di sentieri e mulattiere.
Progetti di megaparcheggi con forte impatto ambientale, come unica risposta al crescente uso dell'auto privata nei piccoli e delicati paesi del lago, sono in fase avanzata mentre mancano interventi per la mobilità pubblica.
L'approvvigionamento di acqua potabile e la depurazione degli scarichi già di per sé insufficienti, non sono adeguati allo sviluppo edilizio. Cresce l'eutrofizzazione dell'acqua del lago e la balneabilità è compromessa.
Nella raccolta differenziata dei rifiuti la media dei Comuni della sponda è inferiore alla media provinciale con grandi differenze tra Comune e Comune. I servizi sono appaltati dai singoli Comuni con conseguente disomogeneità nel servizio e scarso potere contrattuale. Sacco viola e porta a porta non sono ancora adeguatamente diffusi.
E'necessario che le amministrazioni provinciale e comunale si pongano la domanda: quale destinazione per questo Territorio? Espansione a macchia d'olio con seconde case della città e dintorni oppure conservazione delle sue caratteristiche storiche e naturalistiche?
Noi sollecitiamo con forza l'effettiva valorizzazione consapevole della peculiarità di questa sponda, abbandonando da subito lo sviluppo edilizio governato dalla rendita che non produce ricaduta economica significativa sul Territorio, ma lo consuma e alla lunga lo impoverisce.
Elementi di valore sono il paesaggio nei suoi aspetti naturali (lago e montagna) e antropici (la tipologia abitativa, le vie pedonali tradizionali, le vestigia storiche, i luoghi della produzione tradizionale come stalle, casere, mulini e manifatture).
Proponiamo che indirizzi generali per il PGT, o valori fondamentali per la sponda, siano: la vivibilità per i suoi abitanti, la sostenibilità della comunità (residente e non), l'integrità ecologica del territorio, la priorità del bene comune sul bene del singolo (laddove siano in conflitto), che la domanda di seconde case non debba necessariamente essere soddisfatta, la drastica riduzione del consumo di suolo, un'economia basata sul turismo "leggero" e sull'agricoltura con valore ambientale-paesaggistico.
Occorrono atti di pianificazione del Territorio che pongano limiti al costruire il nuovo, vincoli per le ristrutturazioni e regolamenti edilizi che recepiscano le indicazioni sul risparmio energetico e idrico e sull'uso di materiali eco-compatibili.
In particolare le ristrutturazioni devono essere vincolate al rispetto delle caratteristiche dell'edificio esistente e non soltanto ai parametri volumetrici (numero unità abitative in caso di edifici residenziali, caratteristiche delle aperture, delle coperture e delle facciate, utilizzo di materiali tradizionali sfruttando le adeguate tecnologie per garantire il risparmio energetico). In sostanza la ristrutturazione deve ritrovare il suo originario significato limitandosi all'adeguamento funzionale e al restauro conservativo, senza nulla concedere alle richieste speculative volte al profitto e a quegli interventi di privati che non pongono attenzione alle valenze paesaggistiche ed ambientali.
Va valutata l'effettiva domanda di abitazione per prima casa e vanno promosse misure per scoraggiare la non utilizzazione di case. Le nuove costruzioni devono diventare un'eccezione e vincolate a precise prescrizioni di salvaguardia paesaggistica e di risparmio di energia.
Bisogna riattivare i percorsi pedonali tradizionali e studiare anche nuovi percorsi accessibili a tutti, anziani e disabili, come pure promuovere l'uso del treno (anche con la riqualificazione delle stazioni ferroviarie molte delle quali sono oggi un pessimo biglietto da visita dei nostri paesi) e della navigazione sul lago anche attraverso proposte di circuiti integrati a scopo turistico.
Sono da incrementare gli attracchi galleggianti pubblici e da proibire ogni intervento sul demanio con strutture fisse e copertura di superficie del lago. Auspichiamo iniziative per scoraggiare la navigazione privata a motore sul lago.
Bisogna eliminare la pratica della monetizzazione degli standard e rendere obbligatoria la piantumazione di alberi in tutti i parcheggi all'aperto.
Proponiamo di coordinare e sostenere lo sviluppo di un turismo "leggero"di viaggiatori curiosi e rispettosi con un programma di ospitalità diffusa sul territorio comunale (B&B, affittacamere, affitti stagionali, ostelli per i giovani e i viandanti, agriturismi, aree di sosta e ristoro) piuttosto dell'offerta di seconde case, incentivando l'uso di queste durante tutto l'anno;
proposte culturali ed escursionistiche alle scuole e ai gruppi;
la conservazione, la mappatura e la manutenzione dei sentieri, una cura rigorosa del paesaggio;
una mobilità "leggera" più efficiente e sicura;
il miglioramento della qualità delle acque del lago, etc.
Chiediamo con forza di sostenere le attività che mantengono le colture tradizionali come l'ulivo, la vite, gli orti, e le attività agro-silvo-pastorali, innanzitutto per il loro valore ambientale e paesaggistico (sono preziosi i giardinieri del paesaggio) ed in relazione all'interesse crescente per i prodotti locali e biologici a filiera corta per la necessità di ridurre le spese di trasporto, raccogliendo e sostenendo buone proposte per la gestione anche produttiva delle risorse agro-forestali come quella della Amministrazione Provinciale di Lecco. L'istituzione di un ecomuseo del bosco di castagno (si possono vedere esempi in quelli del Val Stura o del Casentino) considerando il fatto che l'introduzione del castagno nella regione, di cui si può ricostruire l'interessantissima storia, ha caratterizzato i millenni in epoca storica sul piano economico, culturale, ecc., potrebbe essere un'iniziativa intercomunale e sostenere un nuovo tipo qualificato di turismo naturalistico rivolto a scuole e associazioni. Non dobbiamo sottovalutare il valore educativo, culturale ed anche economico del conservare le tracce della vita passata, dei modi di abitare, di lavori e colture, che qui sono rimaste quasi intatte da secoli, e del valorizzarle come un museo diffuso sul territorio.
E' necessario un coordinamento sovracomunale nella pianificazione e nella tutela paesaggistica, perché il paesaggio non si ferma ai confini amministrativi e i Comuni sono tutti piccoli per superficie e popolazione.
La nostra Associazione, ed in particolare il Circolo Lario Sponda Orientale, ha recentemente affrontato con una mostra il tema del Sentiero del Viandante mettendo in risalto ombre e luci di questo percorso e del suo contesto ambientale e paesaggistico e ha già sottoposto alla Vostra attenzione, con lettera del 12 luglio scorso, una sollecitazione per interventi e scelte coordinate, particolarmente necessarie in questa fase di predisposizione dei P.G.T., di adeguamento del P.T.C.P. e di approvazione del P.P.R./P.T.R..
Abbiamo chiesto nel Forum per l'adeguamento del PTCP alla legge 12/05 di aggiungere come progetto di territorio la valorizzazione del "Sentiero del viandante" e la definizione di una tutela ambientale e paesaggistica della fascia costiera che il sentiero attraversa. La Giunta Provinciale ha inserito il progetto nell'elenco della "Banca Progetti" in connessione con il Progetto di territorio "Accessibilità e riqualificazione delle sponde del Lario orientale" (PVA).
Il Sentiero tocca tutti i Comuni della sponda e si presta ad essere il perno di un'azione coordinata a difesa del paesaggio e sviluppo di un turismo leggero collegato a tante piccole attività agricole, di manutenzione del paesaggio, artigianali, di ospitalità, culturali e di svago che possono offrire prospettive ai giovani e alle famiglie residenti.
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